Scomodo, progetto di giovani creativi che va dalla carta stampata alle feste culturali

Un giornale e molto più di un giornale: una redazione volontaria di quasi 200 ragazzi, migliaia di lettori, tantissimi artisti e persone che partecipano attivamente alla vita di Leggi Scomodo.

Un mensile da leggere con calma, voglia e pazienza, la rivista fondata da ragazzi dai 15 ai 24 anni di Roma.
La vera accessibilità di Leggi Scomodo sta nella distribuzione gratuita, sempre più diffusa, e non solo a Roma. La sua community è fatta di una redazione volontaria composta da quasi 200 ragazzi, dalle migliaia di lettori che ricevono in mano il giornale, dagli artisti che hanno scelto di sostenerli mettendo a disposizione il proprio lavoro, dalle tantissime persone che partecipano ai loro eventi. La sua indipendenza, nell’autofinanziamento.

Stampare 7.500 copie al mese costa circa 5.000 euro, e da qualche parte bisognerà pure trovarli. Così è nata l’idea della “Notte Scomoda”, un evento culturale, una festa, “un contenitore senza precedenti di idee ed espressioni artistiche, di divertimento e cultura”, che coinvolge ragazzi provenienti da tutte le zone e realtà della città, così come artisti emergenti ed alcuni tra i più importanti light artist d’Italia. La caratteristica peculiare, però, è data soprattutto dalla location: spazi abbandonati di Roma, spazi simbolici, magari storici, come facilmente può capitare nella Capitale, in preda all’incuria e al degrado, che vengono occupati per una sola notte e poi restituiti esattamente com’erano.

Riportiamo ciò che scrivono sul loro sito: “Il progetto di Scomodo nasce nell’Agosto del 2016, e muove dalla necessità di elaborare una reazione concreta a quel sistema di grandi mancanze che da anni a questa parte ha caratterizzato, in maniera più o meno debilitante, la realtà della città di Roma.
Formulato in questi termini, il discorso è semplice: Scomodo nasce da un’assenza – ​quella di alternative sociali e culturali valide in grado di raggiungere tutta la cittadinanza fuori dai singoli contesti locali -​ con l’obbiettivo di opporvisi.
L’aspirazione è quella di inaugurare un nuovo modello culturale, su cui si possa fondare un modo di intendere la città che la renda diversa e più viva, finalmente in grado di utilizzare le risorse a sua disposizione.

Il nostro è un nuovo paradigma socioculturale, un paradigma che indica una via che può essere percorsa da tutti, che altri scenari sono possibili, e che anche la generazione a cui sono state offerte meno prospettive li può sognare”.

Nasce in tal modo l’idea del ritorno al cartaceo: nel tentativo di riconsegnare valore alla trasmissione delle notizie e all’universo giornalistico riconducendolo in quella forma in cui i suoi contenuti possano meglio essere assaporati.
Non si tratta di fascinazioni nostalgiche, ma di una scelta ponderata: l’informazione cartacea, è, comunque venga intesa, un’informazione lenta, necessitosa di attenzioni, ed investiamo in questa perché crediamo che nella lettura, nell’analisi, nella comprensione e nella critica di un testo giornalistico, la giusta scelta di tempi, sia essenziale.
La carta, così vissuta, getta un ponte tra la memoria visiva e quella tattile, riducendo al minimo le distrazioni che possano frapporsi tra il lettore e il testo che questi si trova davanti. In tal modo, il rapporto con la rivista riconsegna maggiore rilievo alla dimensione umana che vive dietro il progetto giornalistico, giacché la carta torna ad essere prodotto sensibile del lavoro di un gruppo”.

Il Sito www.leggiscomodo.org

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