Risoluzione Parlamento europeo sulle industrie culturali in Europa


Risoluzione del Parlamento europeo 10 aprile 2008 sulle industrie culturali in Europa (2007/2153)

Testo integrale della risoluzione del Parlamento europeo del 10 aprile 2008 sulle industrie culturali in Europa (2007/2153).

Testo integrale della risoluzione

Il Parlamento europeo ,

– visto l’articolo 151 del trattato CE,

– vista la Convenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’istruzione, la scienza e la cultura (Unesco) sulla protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali del 2005 (Convenzione Unesco sulla protezione della diversità culturale),

– viste le conclusioni dei Consigli del 13 e 14 novembre 2006 e del 24 e 25 maggio 2007, in particolare sul contributo dei settori culturale e artistico al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona, e la risoluzione del Consiglio del 16 novembre 2007 su un’Agenda europea per la cultura,

– vista la direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive(1) ,

– vista la decisione 2006/515/CE del Consiglio, del 18 maggio 2006, relativa alla conclusione della Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali(2) ,

– vista la comunicazione della Commissione relativa a un’agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione (COM(2007)0242), nonché il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna tale comunicazione (SEC(2007)0570),

– vista la sua risoluzione del 4 settembre 2003 sulle industrie culturali(3) ,

– vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2004 su un quadro comunitario per le società di gestione collettiva nel settore dei diritti d’autore e diritti connessi(4) ,

– vista la sua risoluzione del 13 marzo 2007 sulla raccomandazione della Commissione, del 18 ottobre 2005, sulla gestione transfrontaliera collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi nel campo dei servizi musicali online autorizzati(5) ,

– vista la sua risoluzione del 7 giugno 2007 sullo statuto sociale degli artisti(6) ,

– visto l’articolo 45 del suo regolamento,

– vista la relazione della commissione per la cultura e l’istruzione e i pareri della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere (A6-0063/2008),

A. considerando che la cultura è un bene pubblico e un fine in sé stessa, contribuisce allo sviluppo dell’individuo e della società, contribuisce al contempo alla crescita dell’economia, all’occupazione e alla coesione sociale nonché allo sviluppo regionale e locale, come dimostrano recenti studi scientifici, in particolare lo studio condotto dal KEA Affari europei per la Commissione sull’economia della cultura in Europa,

B. considerando che le industrie culturali non potrebbero esistere né fornire un valore aggiunto alla cultura e all’economia europee senza l’apporto costante di nuovi contenuti, in tutti i campi dell’arte, da parte di una fiorente e creativa comunità di creatori, quali i registi e i produttori cinematografici, i compositori, gli autori, gli operatori delle arti visive e i designer,

C. considerando che sono le industrie culturali quelle che aggiungono alle opere del pensiero un plusvalore di carattere economico che genera al tempo stesso valori nuovi per gli individui e la società; che tali industrie culturali includono anche industrie tradizionali come il cinema, la musica e l’editoria, nonché i mezzi di comunicazione di massa e le industrie del settore creativo quali (moda, design), del turismo, delle arti e dell’informazione,

D. considerando, secondo la definizione della Convenzione Unesco sulla protezione della diversità culturale, che le industrie culturali comprendono tutti i settori che uniscono creazione, produzione e commercializzazione di beni e servizi, la cui particolarità consiste nell’intangibilità dei loro contenuti di carattere culturale; che il prodotto dell’industria culturale è generalmente protetto dal diritto d’autore,

E. considerando, tuttavia, che sono necessari un maggior riconoscimento, la garanzia di uno statuto giuridico speciale e un maggiore sostegno delle industrie culturali e creative nel loro complesso, comprese le microimprese e le PMI nonché i singoli artisti, se si vogliono aiutare questi settori a raggiungere il loro pieno sviluppo contribuendo inoltre agli obiettivi della strategia di Lisbona,

F. considerando che le industrie culturali producono e diffondono un’ampia gamma di contenuti che informano, educano e divertono i cittadini, che esse si basano sempre di più sulle nuove tecnologie e i nuovi formati digitali e audiovisivi e nei cui comparti gli Stati membri e l’Unione europea devono svolgere il proprio ruolo di stimolo e di regolamentazione garantendo ai creatori di contenuti originali una remunerazione giusta e adeguata attraverso un’adeguata ed efficiente protezione dei diritti d’autore e diritti connessi, assicurando in tal modo la sostenibilità delle industrie culturali europee,

G. considerando che in seno alla società contemporanea dell’informazione e della tecnologia digitale emergono nuove forme di produzione, distribuzione e consumo che generano nuovi prodotti e servizi culturali che devono essere protetti contro la pirateria e per i quali più in generale è necessario individuare modelli imprenditoriali ed economici adeguati che garantiscano l’accesso, l’apertura e la diversità dei prodotti di contenuto culturale, preservando al contempo la loro specificità rispetto ai prodotti commerciali ordinari e consentendo ai titolari dei diritti, di tutte le categorie, di essere giustamente remunerati per l’uso che è fatto del contenuto culturale protetto dal diritto d’autore,

H. considerando che i prodotti e i servizi culturali hanno delle specificità che li distinguono da altri prodotti e servizi, delle quali si deve tener conto nell’elaborazione e nell’attuazione delle politiche dell’UE,

I. considerando che una protezione adeguata ed efficace dei diritti d’autore e dei diritti connessi è uno strumento essenziale per consentire ai creatori di essere giustamente remunerati per i loro sforzi creativi e in relazione allo sfruttamento commerciale delle loro opere, e considerando che tale protezione è pertanto indispensabile alla sopravvivenza delle industrie culturali,

J. considerando il contributo essenziale dato dalle industrie culturali e dalla comunità creativa alla promozione della diversità culturale, alla possibilità di scelta per i consumatori, alla maggiore diversificazione dell’imprenditorialità, alla democratizzazione dell’accesso alla cultura, e allo stimolo dell’identità e dell’integrazione europee e alla promozione del dialogo interculturale,

K. considerando che le industrie culturali contribuiscono in maniera significativa allo sviluppo e alla coesione a livello locale e regionale, rappresentando un polo d’attrazione per gli investimenti nel turismo, creando nuove categorie di prodotti e servizi “a carattere locale” e, grazie alla creazione di nuovi posti di lavoro e di opportunità di sviluppo economico, evitano l’emarginazione sociale di regioni remote e svantaggiate,

L. considerando che gli autori sono anche alla base delle attività delle industrie culturali e che pertanto occorre fornire loro un ambiente economico, giuridico e sociale atto ad assicurare lo sviluppo del loro potenziale di creatività,

M. considerando necessario legare strettamente la cultura all’istruzione e alla formazione onde rafforzare le capacità di produzione e di creazione del settore culturale,

N. considerando che l’esperienza delle “capitali europee della cultura” illustra concretamente l’apporto che il settore culturale può dare alla vita economica e sociale della città e allo sviluppo dei suoi abitanti,

O. considerando gli aiuti di Stato e le altre sovvenzioni a vantaggio del settore creativo alla stregua di investimenti e non come un lusso e che essi vanno valutati tanto alla luce delle regole di concorrenza dell’UE, del protocollo allegato al trattato di Amsterdam sul sistema di radiodiffusione negli Stati membri, dell’articolo 151 del trattato CE quanto in base alla Convenzione Unesco sulla protezione della diversità culturale,

P. considerando che è opportuno incoraggiare gli investimenti privati e pubblici nonché il mecenatismo nel settore culturale,

Q. considerando che nel settore delle industrie culturali la concentrazione costituisce un rischio per la diversità e per l’offerta di beni culturali ai consumatori,

R. considerando che la creatività è una condizione di sviluppo dell’innovazione in Europa e che alle imprese tecnologiche europee gioverebbe lavorare in simbiosi con i creatori nel quadro di poli di imprese (“cluster”),

S. considerando necessario sostenere maggiormente le piccole imprese e le microimprese e le loro reti, nonché i lavoratori individuali che nel loro ambito danno un contributo consistente alla creazione della ricchezza di un’economia, e che è opportuno aiutare i creatori a sviluppare la loro formazione di imprenditori della creazione e incoraggiarli a vivere della propria creatività,

T. considerando che la frammentazione del settore creativo in Europa, la quale può essere giustificata solo in parte da ragioni linguistiche o dall’identità nazionale, e l’assenza di industrie culturali di dimensione veramente europea possono rappresentare un freno per il ruolo culturale dell’Europa nel mondo,

U. considerando che la diversità culturale e la libera circolazione delle idee si incarnano nell’originalità, nella pluralità delle identità e nell’uguaglianza tra uomini e donne,

V. considerando che l’uguaglianza tra uomini e donne costituisce uno dei valori essenziali dell’Unione europea che si trasmette attraverso la cultura, e che tale trasmissione di valori favorisce l’integrazione europea,

W. considerando che nel settore delle industrie culturali l’equilibrio tra uomini e donne è una realtà ancora lontana,

X. considerando che nell’industria culturale le donne occupano posizioni di responsabilità primariamente in seno a PMI o soltanto nel caso in cui siano esse stesse a fondare una loro impresa,

Y. considerando che la partecipazione delle donne al settore TIMES (telecomunicazioni, Internet, mezzi d’informazione, commercio elettronico e software), un caposaldo basilare dell’industria culturale, è estremamente scarsa (30%) e che soltanto il 20% di nuove imprese in tale settore è creato da donne,

1. accoglie con favore il fatto che il Consiglio e la Commissione si apprestano a riconoscere il ruolo centrale svolto dalla cultura e dalla creatività in quanto fattori importanti per promuovere la cittadinanza europea, avvicinare la cultura ai cittadini e raggiungere gli obiettivi della strategia di Lisbona, rafforzando così ulteriormente la loro importanza nella costruzione del progetto europeo;

2. sottolinea che nel quadro dell’odierna “economia postindustriale” la competitività dell’Unione europea dovrà cercare di fondarsi anche sui settori della cultura e della creatività; invita la Commissione e gli Stati membri a porsi come priorità, in tale contesto, politiche incentrate non solo sull’innovazione imprenditoriale ma anche sull’innovazione delle attività culturali e dell’economia creativa;

3. constata che le industrie culturali sono fornitori essenziali di servizi a valore aggiunto, che costituiscono la base di un’economia dinamica fondata sulla conoscenza e dovrebbero essere considerati un importante contributo alla competitività nell’Unione europea;

4. reputa che le industrie culturali, un’importante fonte per la creazione di posti di lavoro nell’Unione europea, debbano in particolare fare ricorso a talenti creativi; esorta gli Stati membri a favorire forme nuove e innovative di apprendimento permanente che consentano l’emergere di talenti creativi;

5. invita il Consiglio e la Commissione a chiarire quel è una visione europea della cultura, della creatività e dell’innovazione, a elaborare misure politiche strutturate di attuazione concreta per lo sviluppo delle industrie creative europee e ad inserirle nell’ambito di una vera e propria strategia europea a favore della cultura; ritiene che a tale scopo una priorità essenziale sia quella di definire l’identità del settore delle industrie e imprese culturali;

6. invita pertanto la Commissione ad assicurare la raccolta di dati statistici sistematici in tale settore affinché l’Unione europea e gli Stati membri possano disporre di elementi statistici coerenti e comparabili, necessari per l’elaborazione di politiche mirate alla promozione del settore culturale e creativo;

7. chiede agli Stati membri di inserire studi sull’imprenditorialità nei programmi scolastici nazionali secondari e universitari, soprattutto nei settori umanistici, artistici e culturali;

8. chiede alla Commissione e all’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune di integrare maggiormente e più efficacemente la dimensione culturale della realtà europea, e specificatamente le industrie culturali e i creatori, nelle relazioni esterne dell’Unione europea, nonché nella politica europea di vicinato, e nelle grandi sedi di dialogo con altre regioni del mondo;

9. ritiene che la fioritura delle industrie culturali dipenda in ampia misura dalle possibilità di garantire la mobilità transfrontaliera senza ostacoli e che per tale ragione occorra affrontare le problematiche del mandato d’arresto europeo ed elaborare al riguardo disposizioni specifiche, e ribadisce a tal fine le richieste già formulate nella citata risoluzione sullo statuto sociale degli artisti;

10. accoglie favorevolmente l’idea di accrescere la mobilità per le persone, i prodotti e i servizi nel settore della creazione, nel rispetto delle regole e dei principi della citata Convenzione dell’Unesco sulla diversità culturale, e invita la Commissione a presentare al Parlamento un Libro verde su tale materia che rispecchi la particolarità del settore di proporre beni che sono sia culturali che economici;

11. mette in rilievo la necessità di sviluppare un modello sociale ed economico che fornisca l’opportuna rete di sicurezza agli imprenditori creativi, soprattutto a quelli che sono lavoratori autonomi, nei settori della cultura e dell’economia creativa, che fino ad oggi presentano elevate percentuali di lavoro a tempo parziale e una scarsa stabilità delle condizioni di lavoro;

12. ritiene che una gestione transfrontaliera collettiva ben organizzata dei diritti d’autore e diritti connessi e modelli imprenditoriali che tengano conto dei diritti di tutti i titolari siano essenziali per lo sfruttamento ottimale del potenziale creativo, equilibrando la remunerazione di tutte le categorie;

13. ricorda alla Commissione la propria summenzionata risoluzione del 13 marzo 2007 e chiede un approccio comunitario che tenga conto delle specificità dell’era digitale, dell’importanza della tutela della diversità culturale europea, degli operatori più piccoli e dei repertori locali, sulla base del principio della parità di trattamento;

14. chiede alla Commissione di dare rapidamente sistematicità alla piena applicazione dell’articolo 151, paragrafo 4, del trattato CE, affinché la cultura e il settore culturale siano presi in considerazione in tutte le altre politiche comunitarie, segnatamente in quelle relative al mercato interno, alla concorrenza, al commercio, alle imprese e alla ricerca e sviluppo, onde tenere in migliore considerazione la specificità del settore culturale nell’attuazione di dette politiche, nonché nella politica esterna per quanto riguarda la conclusione di trattati internazionali in conformità della Convenzione dell’Unesco sulla diversità culturale, assumendo un ruolo propulsore e migliorando la cooperazione internazionale;

15. invita la Commissione e gli Stati membri a concretizzare dinamicamente la Convenzione dell’Unesco sulla diversità culturale e ad attenersi pienamente ai principi in essa fissati nel quadro delle loro politiche interne ed esterne;

16. invita la Commissione a istituire una struttura per rafforzare il coordinamento delle attività e delle politiche con incidenza sul settore culturale e creativo, nonché a procedere alla creazione di una task force per la cultura e l’economia creativa, onde esplorare più in particolare il contributo e l’impatto diretto della cultura e della creatività sull’innovazione, la crescita economica e lo sviluppo sociale nell’Unione europea e a proporre interventi concreti, con la partecipazione del Parlamento nel contesto delle politiche comunitarie;

17. sollecita la Commissione, dati i rapidi sviluppi tecnologici e commerciali e al fine di assicurare che le industrie culturali possano beneficiare dello sviluppo delle piattaforme digitali, a ripensare la questione critica della proprietà intellettuale dal punto di vista culturale ed economico e a invitare tutti gli operatori del settore, segnatamente gli operatori di telecomunicazioni e i fornitori di accesso a internet, a trovare insieme soluzioni che siano eque per gli operatori grandi e piccoli, nell’intento di trovare un equilibrio tra le possibilità di accesso alle attività e ai contenuti culturali e i diritti di proprietà intellettuale, che garantisca reale equilibrio nelle remunerazioni ai titolari di diritti, di tutte le categorie, reale scelta per i consumatori e diversità culturale; richiama a tal fine l’attenzione sul fatto che la criminalizzazione dei consumatori che non perseguono profitto non è la buona soluzione per combattere la pirateria digitale;

18. invita la Commissione ad adottare misure connesse alla prevenzione, alla formazione e alla sensibilizzazione dei consumatori, specialmente dei giovani nelle scuole, sul valore della proprietà intellettuale e della creatività in generale, nonché a incoraggiare i consumatori a rispettare la proprietà intellettuale;

19. chiede in particolare alla Commissione di sostenere gli sforzi intesi a prefigurare nuovi modelli imprenditoriali nell’era digitale che consentano al consumatore di trarre il massimo vantaggio dalle nuove tecnologie e nel contempo salvaguardino il legittimo diritto alla remunerazione della creazione artistica e culturale;

20. invita la Commissione a prendere atto che con internet sono state completamente mutate le modalità classiche di fruizione dei prodotti e dei servizi culturali e che risulta essenziale provvedere a un accesso senza ostacoli ai contenuti culturali in linea e alla diversità delle espressioni culturali oltre l’unica logica industriale e commerciale, garantendo inoltre una giusta remunerazione, equamente ripartita tra tutte le categorie di aventi diritto;

21. ritiene che la riforma dei diritti di proprietà intellettuale sia vitale per promuovere la creatività e incoraggiare lo sviluppo di opere culturali; raccomanda di fare riferimento all”Accordo di Parigi” quale quadro per un giusto equilibrio fra creatori e consumatori;

22. chiede alla Commissione e agli Stati membri di applicare i mezzi necessari per assicurare il rispetto e la protezione della proprietà intellettuale;

23. invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere che Internet costituisce un ampio spazio per l’espressione della cultura, l’accesso alla conoscenza, la partecipazione democratica alla creatività europea, la coesione tra le generazioni grazie alla società dell’informazione; li invita quindi a evitare l’adozione di misure in contrasto con le libertà civili, i diritti umani e i principi di proporzionalità, efficacia e dissuasività, quali l’interruzione dell’accesso a Internet.

24. sollecita la Commissione a responsabilizzare nella lotta alla pirateria tutti gli operatori interessati, compresi i consumatori, e a realizzare campagne di sensibilizzazione e di formazione;

25. ritiene indispensabile che le industrie culturali e creative possano contare su un finanziamento adeguato e chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri di prendere adeguati provvedimenti raccomandando forme miste di finanziamento e garanzia finanziarie e instaurando un quadro regolamentare e fiscale favorevole alle industrie culturali e alle comunità dei creativi, specialmente applicando crediti d’imposta e aliquote IVA ridotte per tutti i prodotti culturali, comprese le opere in linea;

26. sottolinea la rilevanza per il settore creativo europeo di infrastrutture informatiche gratuite come la rete Web, basate su modelli di partecipazione aperta e standard aperti, e chiede alla Commissione di presentare una strategia per infrastrutture informatiche più aperte e interoperabili;

27. ritiene necessario che i fondi strutturali, i programmi destinati alle PMI e il settimo programma quadro di attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) riconoscano una rilevanza particolare allo sviluppo e a un adeguato finanziamento delle industrie culturali e creative, comprese anche le PMI del settore e imprese artistiche individuali, e ribadisce la richiesta che la Commissione presenti uno studio d’impatto sui finanziamenti dei fondi strutturali e del settimo programma quadro nel settore culturale e dell’istruzione;

28. ribadisce l’importanza degli obiettivi “i2i” nell’ambito dell’iniziativa Innovazione 2010 della Banca europea per gli investimenti e chiede che siano prioritari; invita la Commissione e gli Stati membri a esplorare nuove modalità di assistenza finanziaria per l’avviamento e la crescita delle PMI nei settori culturali e creativi (ad esempio tramite le attività del settimo programma quadro; incoraggia l’uso dei Fondi strutturali per sostenere i settori dell’arte e del patrimonio tradizionali e le industrie culturali e innovative; invita la Commissione a monitorare tali attività e a contribuire alla diffusione delle migliori prassi;

29. invita la Commissione a promuovere l’accesso alle industrie culturali per quanto riguarda i programmi di assistenza tecnica con i paesi terzi, specialmente con la Cina, l’India e l’America latina;

30. chiede alla Commissione di incoraggiare e sostenere i partenariati tra il settore delle industrie culturali e i settori delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione al fine di favorire le sinergie tra creatività e innovazione nel contesto della strategia di Lisbona;

31. chiede alla Commissione di riflettere sulla possibilità di istituire un programma analogo al programma MEDIA, di completare le procedure di esecuzione dell’iniziativa per la biblioteca digitale europea, di incentivare e sostenere il settore musicale, teatrale e dell’editoria onde facilitare la distribuzione transnazionale delle opere e, in via preventiva, di inserire nel programma “Cultura” un meccanismo inteso a permettere alle industrie culturali non audiovisive di avere accesso ai finanziamenti comunitari per azioni di promozione del libro (tra l’altro tramite stand comuni alle fiere del libro), nonché di promuovere la musica e la formazione professionale;

32. invita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare l’importo degli aiuti alla traduzione in quanto le dotazioni attribuite ai programmi culturali europei non sono in grado di realizzare gli obiettivi prefissi;

33. ritiene necessario incoraggiare il settore culturale e creativo migliorando i sistemi di qualificazione, di apprendimento e di formazione, segnatamente tentando di istruire gli studenti nelle discipline culturali e artistiche ad avere una formazione che li prepari alla vita professionale, nonché promuovendo migliori sinergie tra le imprese del settore e le scuole e incoraggiando l’approssimazione tra le scuole e le istituzioni degli Stati membri che già operano in tale direzione; ritiene inoltre necessario avanzare ulteriormente nella direzione del riconoscimento reciproco dei diplomi di studi artistici;

34. sottolinea la natura specifica di talune professioni o mestieri e conoscenze tecniche nei settori culturali, creativi e artigianali, di cui occorre assicurare la continuità tramite adeguati meccanismi di trasmissione delle conoscenze;

35. invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure appropriate per valorizzare le conoscenze tecniche tradizionali al fine di incoraggiare la mobilità e facilitare l’accesso all’occupazione dei professionisti dei settori interessati nell’Unione europea;

36. esorta gli Stati membri a prestare particolare attenzione ai livelli retributivi delle donne nelle industrie culturali, al fine di garantire che i sistemi di pagamento non comportino discriminazioni salariali basate sul genere;

37. sottolinea l’importante ruolo svolto dalle industrie culturali nel combattere gli stereotipi di genere, nel promuovere la parità di genere fra uomini e donne e nel cambiare le mentalità; invita gli Stati membri a incoraggiare le industrie culturali a diffondere queste idee attraverso le loro iniziative;

38. invita gli Stati membri e le autorità locali a garantire una migliore comunicazione tra le industrie creative e i finanziatori tramite lo sviluppo di servizi di consultazione nella gestione d’impresa, consulenze finanziarie, d’informazione e di formazione per le piccole imprese, gli imprenditori e gli artigiani del settore culturale e creativo;

39. attribuisce grande importanza alle disposizioni previste dalla direttiva 2007/65/CE e invita gli Stati membri a garantirne una tempestiva trasposizione e la Commissione a fornire al Parlamento le informazioni concernenti l’attuazione di tale direttiva;

40. sottolinea le opportunità create dalla diffusione della banda larga ad alta velocità e dalle nuove tecnologie “senza fili” per lo sviluppo e la diffusione di servizi e contenuti culturali nuovi e innovativi nelle regioni rurali e in quelle urbane di ciascuno dei 27 Stati membri; invita altresì gli Stati membri a dare priorità allo sviluppo della rete a banda larga nelle zone rurali e periferiche al fine di superare il divario digitale; constata che il progresso tecnologico consente al consumatore di accedere più rapidamente ai contenuti culturali;

41. ricorda alla Commissione e agli Stati membri la loro precedente posizione in materia di servizi audiovisivi nel quadro dei negoziati internazionali e li invita ad astenersi, nel contesto dei futuri negoziati OMC/GATS, dal formulare offerte di liberalizzazione o richieste di deroga all’applicazione della clausola della nazione più favorita;

42. plaude alla recente creazione nel 2007 del premio cinematografico annuale del Parlamento (Prix LUX) quale strumento per rafforzare la politica culturale, promuovere la diversità culturale e linguistica, preservare le tradizioni culturali e sostenere gli scambi culturali; chiede che tale premio tenga conto, in particolare, della partecipazione e della creatività delle donne in riconoscimento del loro contributo allo sviluppo e all’evoluzione del cinema europeo;

43. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché all’Unesco e al Consiglio d’Europa.

(1) GU L 332 del 18.12.2007, pag. 27.
(2) GU L 201 del 25.7.2006, pag. 15.
(3) GU C 76 E del 25.3.2004, pag. 459.
(4) GU C 92 E del 16.4.2004, pag. 425.
(5) GU C 301 E del 13.12.2007, pag. 64.
(6) Testi approvati, P6_TA(2007)0236.

Fonte: Parlamento Europeo

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