Manifesto Creativi


Manifesto dei Creativi di Giuseppe Cocco 2008

Questo Manifesto propone la Creatività come impegno civile e sociale, etico ed estetico, strumento per un mondo migliore attraverso la partecipazione attiva al dibattito politico, l’interazione propositiva e costruttiva, con tutti gli ambiti dell’attività umana che formano la società: sociali, spirituali, politici, economici, antropologici, sociologici, filosofici, ecologico ambientali.

La Creatività parla col linguaggio dell’Arte che è Stupore, Meraviglia, Bellezza; emozioni iconiche dell’immaginario collettivo che inducono a meditare e riflettere, arricchendo la mente e lo spirito.

La Bellezza ci salva, ci rende umani, ci libera, aprendoci alla trascendenza, induce a meditare e riflettere, arricchisce la mente e lo spirito; evita l’imbarbarimento dei singoli e delle società.

Il suo, e il nostro contributo di artisti al miglioramento “dell’estetica e dell’etica del quotidiano” e della qualità della vita, possono realizzare un mondo migliore.

Se la Bellezza salva il Mondo, l’Uomo e la Società, la bruttezza li condanna ad uno stato di alienazione, imbarbarimento e aridità spirituale, morale, umana.

Ma la Bellezza chi la salverà se non l’Arte e la Creatività, capaci di testimoniare e leggere il mondo con gli occhi dell’anima, di essere contemporanee e, allo stesso tempo profetiche; di precorrere i tempi, con la nostra sensibilità e ipersensibilità.

La Creatività è un linguaggio in grado di comunicare esprimendo e narrando emozioni e la visione coinvolgente del mondo.

Infatti, la Creatività, attraverso la forza evocativa emozionale, la potenza testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente “accattivante”, può indurre la riflessione, grazie alla sua capacità di parlare un linguaggio universalmente comprensibile e coinvolgente.

Ispirata da sensazioni ed emozioni, attraverso la meditazione, la lentezza dello sguardo, crea icone, ed ha la capacità di indurre letture da cui scaturiscono pensieri, considerazioni, rimandi culturali.

La Cultura, l’Arte, la Creatività sono strutture di significati che viaggiano su reti di comunicazione intangibili che partendo dalle menti e dai cuori, si spandendono per luoghi e territori, identificandoli, ma non fermandocisi, espandendosi, arricchendosi e integrandosi, accrescendosi come una valanga. Come i pollini vengono trasportate per il mondo con vari mezzi e inseminando, si fanno lievito.

La Creatività è voce profetica che grida nel deserto, perché si rivolge ad una società materialista, con il linguaggio della bellezza e dello spirito.

E’ procreazione umana che ama la Creazione perché se ne sente parte e ad essa si ispira.

Perché l’Artista sa che l’umanità, per non alienarsi (andare fuori di testa), ha bisogno di riscoprire il sacro e che l’Arte per sua natura ne è promotrice ed anello di congiunzione.

Perché tutte le Arti sono rappresentazione del mondo esteriore filtrato dal mondo interiore dell’artista; trae i motivi del suo agire, dalle profondità e ricchezza del mondo spirituale, secondo un piano che deriva dal karma dell’umanità nel corso delle epoche.

L’autore Creativo, da pro-Creatore si fa creatore con la sua opera, chiamato ad agire per la promozione della Bellezza, parlando agli spiriti e alle coscienze, per un mondo migliore.

Perché, solo educando alla consapevolezza e all’uso dei cinque sensi + due, cuore e mente, le coscienze alla percezione della bellezza, si affina la sensibilità, la personalità individuale e sociale; al rispetto per la vita, degli altri, all’individuo, alla persona, all’autonomia di giudizio, al dialogo, restituendo senso d’identità e appartenenza; riscoprendo il ruolo dell’uomo in natura, per quanto possibile, tornando alle origini del pianeta creato, da cui è scaturita la vita.

Il Creativo contemporaneo, oggi più che mai, deve sentire il dovere di un rinnovato impegno civile, politico, sociale, ecologico, ricoprendo uno spirito di servizio, propositivo, profetico, un ruolo attivo nella società contemporanea.

L’Italia e l’Europa hanno bisogno di riscoprire Armonia e Bellezza, andando oltre l’economia di mercato e il materialismo, debbono finalmente scoprire e prediligere ciò che unisce popoli e nazioni, superando ciò che divide, attraverso la conoscenza e condivisione delle proprie radici artistiche e culturali.

Un dialogo che può essere promosso e incentivato solo da uomini e donne Creativi, operanti nel mondo delle Arti e della Cultura.

Noi Creativi italiani contemporanei, dobbiamo impegnarci a far riscoprire le nostre identità culturali e territoriali, perché ci si riappropri di valori non negoziabili, e della passione di appartenere ad un paese unico, ricco di storia, arte, civiltà e bellezza che, in centinaia di anni, i nostri padri hanno saputo condividere con i popoli del Mediterraneo visitati, accolti ed ospitati, e sedimentare in luoghi e territori, nel rispetto e nell’amore per l’ambiente, con le bellezze naturali, artistiche, architettoniche, i paesaggi naturali rurali urbani.

L’unicità locale da poter condividere, mettendola in comune col mondo, al tavolo della globalizzazione.

Depositari e custodi del mondo per le generazioni presenti e future, dobbiamo cominciare a sentire forte il dovere di conservare, valorizzare l’antico, realizzare e promuovere il contemporaneo, mettendo le basi per il futuro; valorizzando e promuovendo la creatività degli Artisti contemporanei, sostenendoli e dando loro diritto di cittadinanza nell’ambito dei propri territori di appartenenza, del Paese e dell’Europa.

Questo manifesto, nasce dalla consapevolezza che la Creatività, le Arti tutte, arricchite da nuove libertà e potenzialità creative e tecnologiche, dalla cross medialità e dalla multimedialità, offrono nuove possibilità a tutti gli Artisti, di comunicare, narrare e operare in coworking, dialogando tra loro e con i loro pubblici.

Noi Creativi contemporanei affermiamo che il presente per realizzarsi, ha bisogno di azione, movimento, creatività, spiritualità e bellezza.

Sentiamo il dovere di alzare la nostra voce, di gridare con le nostre opere, dalla rete alle piazze la nostra volontà, di essere soggetti attivi per la soluzione dei problemi che attanagliano la nostra contemporaneità, impegnandoci con senso di responsabilità, per la Bellezza, la Cultura, contro l’insipienza, la presunzione dell’ignoranza, la corruzione, la miopia dei governanti e delle masse dalle coscienze drogate dall’egoismo ed edonismo, figli del benessere e del materialismo.

Dobbiamo far sì che le nostra opere non offendano le sensibilità, ma siano sempre gradevoli per chi la guarda; non cessando mai di interrogare e parlare alle coscienze.

I Creativi italiani, europei e dei paesi mediterranei, hanno bisogno di ritrovarsi, ricostruire ponti di dialogo, per tornare alle proprie radici artistiche e culturali, humus di quelle civiltà che hanno illuminato il mondo; attivando collaborazioni e interazioni, integrazioni e confronti, dialogo tra le culture, riscoprendo ispirazioni condivise, interculturalità, multiculturalità, accoglienza e crescita nelle diversità.

Nell’epoca della globalizzazione che mette in discussione tutte le certezze e le rendite acquisite, in cui il pessimismo si diffonde sempre più, solo noi Artisti siamo in grado di mantenere la lucidità e l’originalità delle identità culturali e territoriali, depositari di valori spirituali che vanno oltre l’aridità economica, non negoziabili e non delocalizzabili, testimoni dell’appartenenza al Paese Italia.

Il XX secolo ha rappresentato la crescita esponenziale di molti progressi, grazie alla spinta dell’immaginazione e dell’ingegno umano sono cambiate le nozioni di spazio e tempo, migliorate le comunicazioni e i trasporti in grado di migliorare la qualità della vita e del lavoro.

Non altrettanto si può affermare per la convivenza sociale e lo status di popoli ed individui, per i quali, si registra una tendenza contraria, che ha portato gran parte di uomini, donne e bambini ad uno stato di degrado sociale ed esistenziale aberrante.

Stesso destino, hanno subito l’ambiente e le risorse dell’Italia e del pianeta che, con altrettanta crescita esponenziale, sono sottoposte ad un abuso e ad un depauperamento criminale, purtroppo inesorabile.

Sul nostro pianeta si è creato uno squilibrio globalizzato, umano, sociale, civile, etnico, geopolitico, ecologico, di macroscopiche proporzioni.

Paradossalmente, forze centripete, hanno realizzato un contrasto che ha portato a contrapporsi la rapidità dei mezzi di comunicazione, telematici e di trasporto, che annullano le distanze avvicinando gli abitanti della terra, all’aumento delle distanze millenarie che si frappongono tra gli individui, le comunità, le etnie; cause irrimediabili di povertà, discriminazioni, tensioni, esodi di massa, nei quali, i singoli individui, che cercano di entrare a far parte di mondi dai quali per troppo tempo sono stati estromessi, per conquistare parità di diritti, a scapito della qualità della vita e dell’ecosostenibilità.

La fretta, la smania e la bulimia di potere e ricchezza, dell’avere egoistico, l’edonismo, hanno imposto e sviluppato ansie, angosce, invidie, frustrazioni, facendo perdere di vista l’individuo, la persona, l’essere, l’etica e lo spirito, la capacità di vivere una diaeta (dal greco δίαιτα) stile di vita armonizzato ai ritmi naturali, lenti, consapevoli, dando spazio alla meditazione e all’ozio creativo, in maniera ecosostenibile.

“Ci sono epoche intere che negano lo Spirito, perché gli occhi degli uomini non riescono in genere a vederlo.

Così è stato nel XIX secolo e così è anche oggi.

Gli uomini rimangono accecati.

Una mano nera si posa sui loro occhi. E’ la mano dell’odio.

Chi odia cerca in tutti i modi di frenare l’evoluzione.

E questo è la Negatività, il principio distruttore; è il Male: la mano nera che uccide.” (Kandinsky da “Il Cavaliere Azzurro” 1912)

Terribili distrazioni e superficialità alle quali, come Artisti, ci sottraiamo, dichiarando la volontà di svolgere un ruolo attivo, costruttivo, propositivo, profetico; sapendo passare tranquillamente tra il rumore e la fretta, apprezzare la pace che c’è nel silenzio, isolandoci nel rumore, rimanendo individui nella massa, lavorando con lentezza, oziando per meditare e creare, oltre ogni crisi economica, con e per lo spirito, per l’ambiente, l’ecosostenibilità ambientale e la convivenza umana.

Noi Creativi vogliamo essere uomini e donne per gli altri; con spirito di servizio, offriamo la nostra opera, donando la nostra visione del mondo, per illuminare il cammino e la vita quotidiana, il futuro, leggendo ed interpretando i segni dei tempi, essendo noi stessi segni dei tempi.

Vogliamo dialogare con tutte le culture e le religioni, tolleranti, attenti agli ultimi, dando voce a chi non ha voce, valorizzando ciò che unisce, perché le Arti possono contribuire a superare le tensioni sociali, etniche, la disoccupazione e la cultura della depressione individuale e sociale.

“Il singolo popolo è uno dei creatori del Tutto

e non deve mai essere visto come il tutto.

Ciò che è nazionale,

allo stesso modo di ciò che è personale,

si riflette automaticamente in ogni grande opera.

Ma ai livelli estremi, questa sfumatura risulta irrilevante.

Quell’opera globale che si chiama Arte,

non conosce né confini né popoli, conosce l’Umanità.”

(Kandinsky da “Il Cavaliere Azzurro” 1912)

In un’Italia in cui Creatività, Arte ed Artisti, oggi come ieri, risultano necessità per alcuni e bene superfluo per altri, bisogna sensibilizzare, promuovere, far conoscere, alfabetizzare, diffondere il senso e la necessità della bellezza come cibo per la mente e lo spirito; bisogna combattere l’atteggiamento nichilista e pessimista di questa società materialista e superficiale, che vuole gli artisti privi di cittadinanza, apolidi, paria, ghettizzati in una teca dorata o in un limbo; conntro un atteggiamento e un pensiero comune che li mitizza e al contempo li vuole poveri guitti, senza diritti e destinati a una vita di stenti, costretti ad essere artisti part time, al servizio di questo o quel potere, manipolati ed esclusi da un mercato drogato e corrotto.

La Creatività è potere, risorsa, valore, ricchezza, servizio, patrimonio personale e comune, oltre ogni divisione sociale, geografica, etnica, religiosa, ideologica, di pensiero. Lo sviluppo economico del prossimo futuro sarà affidato al Lavoro Creativo 4.0.

Noi Creativi vogliamo e dobbiamo sensibilizzare alla consapevolezza della nostra identità, parlando a quanti vogliano combattere contro l’abitudine e la noia di un paese corrotto dalla superficialità, dalla cialtroneria, dal noioso immobilismo sclerotizzato dal potere burocratico e dell’economia di mercato, del sistema condizionato da un’industria decotta, a favore di una riscoperta delle nostre peculiarità tipiche, fatte di creatività in arte, artigianato e produzione agroalimentare; attività più consone e più sostenibili per la struttura geografica, storica, sociale e antropologica del nostro Paese.

Siamo convinti sia necessario ripensare ai valori identitari per una condivisione valoriale.

Ad un’Italia che ha aderito acriticamente, irresponsabilmente, immaturamente, ad una globalizzazione bulimica, in cui ogni scelta è ispirata al PIL (Prodotto Interno Lordo) come unico parametro di sviluppo e crescita infelice, sostenuti dall’eccesso di desideri inutili e dannosi, di possesso, frustrazione, consumo e spreco egoistici; preferiendo una Paese col FIL (Felicità Interna Lorda) per una crescita sostenibile, demonizzata da chi ci ha portato alla crisi, dove il benessere è meglio del ben avere, che può riumanizzare, ritrovando il rispetto, l’altruismo e la condivisione.

Il Creativo socialmente utile è impegnato, etico, estetico, spirituale e morale; s’inserisce nell’economia di scala dei territori, come delle imprese aperte al sociale, che possono arricchire le comunità, arricchendosi attraverso l’uso e il sostegno all’Arte e alla Bellezza.

Con le nostre opere vogliamo essere utili, intervenendo e dialogando in maniera diffusa con territori e amministrazioni locali.

Vogliamo promuovere e valorizzarne la bellezza, dar voce e visibilità a chi non ne ha, a ciò che sfugge ai più, incontrando e dialogando, al contempo, con la gente.

Di fronte al bisogno di Bellezza, come Creativi, sentiamo di poter offrire il nostro contributo, interpretando il reale contemporaneo, con stili e linguaggi non convenzionali, personali, in grado di coniugare, forza della visione, ispirazione, sensibilità e linguaggi artistici, con i valori sociali d’identità, da trasmettere e veicolare, sui territori e dai territori.

Vogliamo coinvolgerci, ognuno con la propria sensibilità e il proprio linguaggio, le proprie tecniche espressive, la propria personalità e personale visione, il proprio stile espressivo, eletto a linguaggio interpretativo, a leggere e conoscere, scoprire e conservare, narrare e comunicare, proponendo valori e cultura.

Nel nuovo millennio, le Arti, strumento di testimonianza, proposta, comunicazione sociale, possono essere progetto di avvicinamento e congiunzione di tutto ciò che è reciso e spinto verso distanze contrapposte; devono ritrovare e ripensare la propria potenza di strumento conoscitivo e di analisi della realtà che, mediando tra contemplazione, documentazione e denuncia, sfruttino il proprio linguaggio universale.

E’ nostra convinzione che nessuno possa e debba limitare la Creatività rinchiudendola in luoghi non luoghi, asfittici e/o ghettizzanti, o soffocando gli Artisti che hanno qualcosa da dire, dentro giochi di potere, in trappole tese da un sistema creato ad arte da una congrega di cialtroni che, barando, cercano di rubare la scena agli autori stessi.

Plaudiamo invece a coloro che sanno riconoscere la validità e l’importanza della missione e del messaggio Artistico.

Ogni grande epoca ha un suo karma, un fine interiore, e dunque una sua bellezza esteriore, in cui la capacità di fare bellezza esprime l’interiorità; per questo, non bisogna guardare indietro, né valutare la nuova bellezza con i metri del passato.

Noi Creativi, unici ed irripetibili, con la nostra capacità di produrre opere di bellezza uniche, dobbiamo renderci consci della nostra forza e porci alla pari con ogni altra figura della società.

Pertanto, l’obiettivo che ci prefiggiamo, è di rivolgerci a tutti, impegnandoci nel sociale e per il sociale, convinti che la Fotografia, interagendo con le altre Arti, siano strumenti privilegiati, in grado di assolvere una funzione progettuale, in un mondo in forte crisi identitaria.

Scriveva Gramsci nel 1932, nel XII° dei suoi “Quaderni dal carcere”, interamente dedicato al ruolo degli intellettuali: “Non c’è attività umana da cui si possa escludere ogni intervento intellettuale, non si può separare l’homo faber dall’homo sapiens. Ogni uomo, infine, alla fine della sua professione esplica una qualche attività intellettuale, è cioè un ‘filosofo’, un artista, un uomo di gusto, partecipa ad una concezione del mondo, ha una consapevole linea di condotta morale, quindi contribuisce a sostenere nuovi modi di pensare”; pertanto, consci della nostra forza e ci poniamo alla pari con ogni altra figura culturale, economica, politica.

Maggiore sarà il nostro impegno, la nostra autorevolezza, il nostro coinvolgimento politico e sociale, maggiore sarà il nostro contributo al miglioramento “dell’estetica e dell’etica del quotidiano” e della qualità della vita, per la realizzazione del ben-essere, superando il ben-avere, per un mondo migliore.

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