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Eva vs Iva

Soprattutto oggi, a seguito delle difficoltà portate dalla pandemia ad una categoria priva di cittadinanza ed endemicamente precaria, quella degli artisti visuali e scultori, c’è bisogno di un serio piano di sostegno.

Lamentando la mancanza di attenzione ai diplomati delle Accademie e a quanti vivono o sopravvivono con la professione artistico pittorica e scultorea, abbandonati a sé stessi, noi dell’UGL Creativi proponiamo al Governo un valido sostegno di Stato con l’Esenzione Valore Artistico (EVA) al posto dell’IVA.

Senza nulla togliere all’artista, l’acquirente di opere d’arte versa la percentuale corrispondente all’Iva presso un fondo pubblico per gli artisti che serva a sostenere il “Reddito di Cittadinanza Artistica” (soggetto ad una compensazione basata sul reddito) per una categoria di lavoratori precari endemici ma non disoccupati.

Prendendo ad esempio buone pratiche come gli artisti stipendiati in Norvegia, la possibilità di pagare le tasse di successione con opere d’arte in Francia, il pagamento delle tasse, da parte degli artisti, con opere d’arte in Messico.

Proponiamo Agevolazioni fiscali e Contributi, analogamente ai settori cinematografico e alle attività dello spettacolo dal vivo, anche per gli artisti (ad iniziare dal sostegno alle spese sostenute dalle famiglie di studenti d’arte, primi mecenati); si tenga presente altresì, che esiste una Direttiva Cee, la VII dell’11 gennaio 1978, modificata dalla proposta della XIX Direttiva del 5 dicembre 1984, che prevede per gli artisti la “totale” esenzione dell’IVA per la cessione di opere d’arte; tale Direttiva però non è stata recepita dall’Italia.