Proposta per il Teatro & la Drammaturgia italiana


Una proposta per il Teatro & la Drammaturgia italiana

Elaborata da CREATIVI UGL

La numerosità dei soggetti interessati e la varietà di situazioni nell’ambito delle stesse categorie: autori, capocomici, proprietari e gestori di spazi teatrali, rendono quanto mai complessa  una visione unitaria delle problematiche del Teatro di prosa in Italia; pur tuttavia oggi più che mai si rende necessaria una riforma dell’intero settore che soffre di mancanza di spazi e risorse e rischia di lasciare senza lavoro le numerose professionalità che ruotano intorno ad esso.. 

Compagnie teatrali

La realtà fotografa una situazione di questo tipo:

  • Compagnie Stabili (strutturate) che accedono o possono accedere al contributo dello Stato, solitamente legate stabilmente a spazi teatrali pubblici o privati;
  • Piccole compagnie non strutturate ( autoproduzioni degli stessi autori, compagnie di attori riunite per eventi saltuari e sporadici di buona/elevata professionalità );
  • Compagnie Amatoriali propriamente dette, costituite da amatori che fanno teatro per diletto;

Ognuna di queste realtà presenta specificità e problemi in alcuni casi perfino contrastanti.

Compagnie Stabili

Solitamente dispongono di uno spazio teatrale proprio; per questo tipo di compagnie un punto dolente è la trasparenza dei finanziamenti e l’accesso agli stessi. 

Altrettanto ovvio che godendo di finanziamenti, a fronte degli stessi, siano tenute al pagamento del diritto d’autore e dei contributi per attori e maestranze.

Registriamo in proposito le seguenti riflessioni:

Per le Compagnie strutturate, cioè con una struttura stabile è prioritario che nelle graduatorie delle domande di contributi al Ministero ci sia trasparenza ciò è ottenibile con una selezione in base ad una graduatoria che tenga conto di  Professionalità misurabile con:

  • Impegno e continuità contributiva (DURC);
  • n. spettacoli rappresentati/ biglietti emessi nella stagione precedente (90 rappresentazioni potrebbero costituire un numero congruo di riferimento) ;
  • Progetto artistico;
  • n. addetti;
  • dovrebbe inoltre Costituire titolo di merito la valorizzazione della drammaturgia italiana e  la messa in scena di testi di autori italiani contemporanei misurabile, ad es., in numero di rappresentazioni messe in scena.
  • Per queste compagnie sarebbe particolarmente vantaggioso:
  • un canale privilegiato per l’organizzazione di eventi quali serate anziani, accordi con le scuole, ecc.;
  • l’istituzione (a livello Municipio) di un “ Tutor Compagnie ” cioè un referente che aiuti le Compagnie nel disbrigo delle numerose incombenze burocratiche (interpretazioni di leggi e regolamenti, compilazione di domande o dichiarazioni ecc.; argomento questo che si riallaccia allo “sportello spettacolo” a livello regionale successivamente trattato).

Piccole Compagnie non strutturate

Anello di congiunzione fra le compagnie Stabili e quelle Amatoriali è quel numerosissimo numero di realtà teatrali che, per scelte artistiche e professionalità pur non avendo una struttura operano in modo professionale, senza però avere alcun riconoscimento delle loro peculiarità.

Sovente sono queste piccole compagnie che mettono in scena lavori di autori emergenti e contemporanei. Sono le più vulnerabili, perché trattate da ENPALS e SIAE  come le compagnie strutturate in realtà si muovono con poche risorse e nessun contributo. Per loro si dovrebbe pervenire ad una forma di tutela vuoi con semplificazioni burocratiche, vuoi con oneri ridotti in funzione del numero limitato di giorni di programmazione e degli spazi teatrali in cui operano solitamente, con meno di 100 posti.

Si potrebbe pensare a :

  • denuncia dello spettacolo alla SIAE, ma semplificazione burocratica e contributi agevolati ( tipo voucher, comprensivi di paga e contributi per un importo legato agli incassi, comunque non superiore a € 10,00 totali a serata per ciascun attore ), questo per spettacoli con meno di 10 repliche messi in scena in spazi fino a  100 posti. Un importo di € 10,00 può sembrare misero, ma sovente è una cifra che tolte le spese non si riesce a nemmeno racimolare e salva il principio di un minimo di contributi versati per il lavoro svolto;
  • per spazi fino ai 100 posti possibilità, in accordo con l’autore di non pagare il diritto d’autore per opere al debutto, essendo la messa in scena una forma di promozione per l’autore stesso. BENEFIT DEBUTTO;
  • lasciare l’onere per eventuali stacchi musicali in percentuale dell’incasso, 4%, ma evitando  i minimi garantiti attuali, € 20, eccessivamente penalizzanti.
  • IVA : al momento l’IVA incassata è al 10% mentre l’IVA per acquisti è al 20% con ovvio sbilancio; si suggerisce di esentare il biglietto teatrale dall’IVA ( come per il libri) o perlomeno portarla al 4% sia per gli incassi che per gli acquisti.

Compagnie Amatoriali

In questa ampia categoria rientrano, al momento, non solo gli amatori, ma anche le piccole realtà di cui sopra con professionalità autoriali ed attoriali che non hanno le risorse e gli spazi necessari per dirsi compagnie propriamente dette. Il formale riconoscimento delle “piccole compagnie”, di cui sopra, restituirebbe la qualifica di amatori alle realtà realmente amatoriali, che , in quanto tali dovrebbero godere di particolari esenzioni essendo formate da persone che hanno già un lavoro e tutele previdenziali.

  • Recentemente è stato formalizzato un protocollo fra ENPALS e FITA che consente alle compagnie aderenti alla FITA ( ma si dovrebbe estendere a tutte) di evitare il contributo ENPALS per gli attori non professionisti; questo dovrebbe essere esteso anche alla presenza straordinaria di attori iscritti all’ENPALS.
  • Possibilità di esenzione dal diritto di autore.

 

Spazi teatrali

locali di pubblico spettacolo

Questi locali sono soggetti a tutta una serie di adempimenti ed adeguamenti delle strutture alle norme di sicurezza, sempre più onerose; cosa che i circoli culturali riescono ad evitare; anche questo tipo di intervento rientra nella promozione dell’attività teatrale . Per tutelare questi spazi si suggerisce:

  • Finanziamento a carico degli Enti Locali:  Regione, Comune a fondo perduto o a tasso agevolato, per i lavori di adeguamento alle normative di sicurezza; con un massimale annuo per le spese sostenute.

Altri spazi

Solitamente circoli culturali, fanno pagare una tessera e non sono soggetti agli adempimenti come i locali di pubblico spettacolo. La chiusura di questi spazi, ad es. a Roma , determinerebbe la cancellazione della maggior parte degli spazi teatrali. Si dovrebbe puntare alla emersione e regolarizzazione di questi spazi con bandi di finanziamento. 

Autori contemporanei

L’autore contemporaneo è poco e male rappresentato, questo perché essendo non conosciuto attrae meno spettatori che non il classico repertorio Italiano e straniero; d’altro canto per la drammaturgia contemporanea è importante la promozione dei nuovi autori. Al fine di promuovere i nuovi autori si suggerisce di:

  • Riparametrare gli oneri SIAE, cioè il diritto d’autore, oggi con minimo fino a 300 posti adeguandolo agli spazio dove solitamente si rappresenta la nuova drammaturgia ( circa 50-60 posti) creando scaglioni di:
  1.  fino a 60 posti;
  2.  fino a 100 posti;
  3.  fino a 300 posti.
  • Consentire che l’autore possa rinunciare al diritto d’autore nel caso di :
  1. compagnie amatoriali;
  2. debutti con piccole compagnie per durata max di 10 giorni di rappresentazione continuative e spazi fino a 100 posti;

Scuole di recitazione

Menzione meritano le scuole di recitazione oggi gestite sia da professionisti che da amatori; si dovrebbe pensare al riconoscimento della professionalità con l’istituzione di un registro presso il Ministero degli insegnanti riconosciuti.

Rassegne di teatro di drammaturgia italiana

Solitamente queste rassegne hanno durata molto limitata; da una a tre rappresentazioni per lavoro. Essendo in tutti i sensi promozione di drammaturgia italiana dovrebbero essere, se non aiutate perlomeno escluse da oneri e su autorizzazione dell’autore esentate dai pagamenti di diritto d’autore; questo indipendentemente dal pagamento di un biglietto, perché anche questi eventi hanno costi di messa in scena e promozione. Al fine di evitare abusi, si potrebbe incaricare la SIAE di autorizzare la rassegna su domanda dell’Ente organizzatore, subordinata a:

  • presenza di un numero minimo di autori italiani;
  • verifica di referenze :  storia, ente organizzatore, ecc.

 

Facilitazioni burocratiche

Mentre è piuttosto evidente che le compagnie strutturate, con spazi stabili ed un pubblico consolidato siano tenute a versare i contributi per gli attori e le maestranze in genere, si deve pensare a forme di semplificazioni burocratiche per le “piccole compagnie” e per le compagnie amatoriali.

Per le piccole compagnie, gestite solitamente dagli autori o dagli stessi attori si potrebbe pensare ( in assenza di contributi pubblici) a:

  • denuncia dello spettacolo alla SIAE e contributi agevolati ( tipo voucher, comprensivi di paga e contributi per un importo non superiore a € 10,00 a serata per ciascun attore ) .
  • per spazi fino a 100 posti possibilità, in accordo con l’autore di non pagare il diritto d’autore per opere al loro debutto.

Per le compagnie amatoriali ( escluse da contributi pubblici ed eventualmente agevolate dai comuni solo con disponibilità di spazi pubblici) sulla base dell’accordo FITA – ENPALS 

  • esclusione dal pagamento obbligatorio di contributi e paghe, anche a fronte di incassi;
  • possibilità, con l’assenso dell’autore, di non pagare il diritto SIAE.

 

Sportello Spettacolo

Rientra di diritto nelle facilitazioni burocratiche prima citate. Sulla falsariga dello sportello regionale dedicato alla formazione crearne uno per lo spettacolo che sia di riferimento per la segnalazione di fondi a disposizione ( in modo particolare per i fondi europei altrimenti perduti) , bandi, accentramento delle pratiche burocratiche e la messa a disposizione di un Tutor per aiutare le Compagnie nella corretta presentazione delle documentazioni necessarie. 

Risorse

Le risorse, intese come contributi, dovrebbero essere riservate a chi esercita in maniera professionale l’attività teatrale, riservando alle altre realtà una serie di facilitazioni burocratiche ed esenzioni.

Quello dei contributi ENPALS e del Diritto d’autore è un argomento che ha al tempo stesso motivazioni economiche ed etiche.

  • Se è vero che l’attività lavorativa deve dare luogo a contribuzione per la pensione è altrettanto ragionevole pensare che un peso eccessivo dei contributi limita di fatto le possibilità di lavoro;
  • Il diritto d’autore, così come gestito oggi dalla SIAE, sovente invece di premiare penalizza l’autore che trova in questo riconoscimento un ostacolo a mettere in scena i propri lavori.