E quindi uscimmo a riveder le stelle

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”, piano progetto per la riattivazione immediata di tutta la macchina dello spettacolo

“E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Inferno XXXIV, 139), è l’ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Dopo aver faticosamente attraversato la natural burella che collega l’Inferno alla spiaggia dell’Antipurgatorio, Dante e Virgilio alla fine contemplano lo stellato cielo notturno dell’altro emisfero: è un presagio del nuovo cammino di luce e di speranza dopo le tenebre precedenti, “come pura felicità dello sguardo”.

Nessuna frase potrebbe essere più adatta al progetto di ripresa degli spettacoli che propone l’UGL Creativi.

Usciamo di casa, ma uscendo anche dal chiuso dei teatri, dai cinema, dagli auditorium, quindi all’aperto, sotto la volta celeste, per questo a riveder le Stelle; ma le Stelle intese anche come i nostri donne e uomini di spettacolo, riprendendo la tradizione millenaria greco romana, che appartiene alla nostra storia e al nostro paese.

Infatti, la storia antica degli spettacoli che ci è pervenuta, dal passato, è una storia di teatri ed anfiteatri all’aperto, tanto è vero che anche i nostri stadi sono tutti all’aperto.

Gli antichi Romani, nostri antenati, alla fondazione di ogni città dell’Impero, prevedevano la costruzione sempre di un teatro e, nelle più grandi di un anfiteatro che, per logica, offrivano spettacoli nella stagione estiva che, nel nostro paese è molto lunga.

Oggi, nella necessità di distanziamento fisico e di vita all’aperto, più sana, è vincente riattivare e riutilizzare tutti i teatri e gli anfiteatri presenti in italia, da nord a sud, aggiungendo le 8.000 piazze presenti in tutti i Comuni; già, in giro per l’Italia, ci sono le “Estati” dedicate allo spettacolo, e molti antichi edifici, Verona, Taormina, Siracusa, Ostia Antica, ad esempio, hanno una tradizione di spettacoli estivi; cominciamo ad riconvertire anche il Colosseo; e, perché no, usiamo gli stadi non solo per lo sport ma anche per la cultura. 

Il progetto è molto semplice e dà la possibilità di una riattivazione immediata di tutta la macchina dello spettacolo.

Per l’uso delle piazze, prevede lavoro per i Service e loro maestranze specializzate nella costruzione di palchi e gradinate.

Gli spettacoli saranno concentrati soprattutto nel periodo estivo (in Italia da aprile ad ottobre), ripresi e ritrasmessi in streaming, e televisivamente per essere ritrasmessi durante l’inverno.

Le Compagnie potranno guadagnare dai biglietti, ma anche dai diritti di trasmissione; gli spettacoli crossmediali, potranno attirare la sponsorizzazione pubblicitaria, visibile nei luoghi di spettacolo, e nelle dirette online e televisive.

La Pubblicità potrà sostenere anche le spese per la realizzazione degli spettacoli.

L’occasione è propizia per moltiplicare e diffondere lo spettacolo su tutto il territorio, anche in luoghi periferici, fino ad oggi non toccati.

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