Lettera alla FIEG: Editori vi piace vincere facile

Editori vi piace vincere facile.
Come Segretario Nazionale del Sindacato Creativi, fotografo di editoria on paper ed online da quarant’anni, sono qui a esternarvi un problema al quale dovremmo porre rimedio, o sul quale, comunque, iniziare a confrontarci attorno ad un tavolo: usi e abusi dell’opera dell’ingegno degli Autori Fotografi.
Ci sono fotografi che vengono uccisi in guerra, ma molti altri vengono uccisi dagli Editori, caduti vittime dello sfruttamento causa guerra economica oggi, ma da un’endemica mancanza di rispetto delle professionalità, tipica italiana.

IL FATTO
Un nostro associato, è stato contattato telefonicamente da una giovane collaboratrice di un Service che, per conto dell’editore Domus vostro associato, stava preparando uno speciale della rivista Meridiani dedicato ai Cammini Lenti.
Dalla gentile interlocutrice, al nostro associato, viene indicata una fotografia di sua proprietà, vista su internet e fin qui niente di strano, anzi si dimostra la validità di internet nel corretto uso tra domanda e offerta. Ma In maniera irrituale, l’incaricata fa richiesta dell’uso dell’immagine, per via telefonica, senza alcuna richiesta scritta, estorcendo graziosamente il diritto d’uso a titolo gratuito, con la promessa di accompagnare la foto col credito autoriale; cornuto e mazziato dicono a Napoli, soprattutto se a tutto quanto fin qui detto, aggiungiamo l’esclusività del prodotto, visto che della località italiana non riuscivano a trovarne, che il nostro possiede avendo svolto una vita a fotografare l’Italia minore, a fronte di sacrifici e difficoltà di vendite, dato il tema.
Nonostante tutto, il vecchio fotografo, ormai rotto a tutte le esperienze di una vita professionale, ha aderito di buon grado chiedendo, per principio, almeno un’offerta libera in danaro, sarebbe bastato 1 euro a titolo figurativo, e una copia dello stampato, ricevendo un cortese non possiamo.

CONSIDERAZIONI
Se l’Italia è in crisi, se la cultura e la situazione dell’editoria è drammatica, non autorizza gli editori a sfruttare coloro i quali si adoperano per creare i prodotti che servono agli editori di sopravvivere.
Il Fotografo Autore, è da sempre imprenditore di sé stesso, costretto suo malgrado, a sostenere tutte le spese di una produzione incerta, fatta di vendite differite e diluite nel tempo.
Neanche uno schiavo nei campi raccoglie i pomodori gratis, eppure agli autori di immagini, che sono coloro i quali fanno la differenza, soprattutto per i giornali patinati, si chiede la gratuità.

Avete provato a prendere gratis un caffè al bar o a non pagare la spesa al supermercato; magari per risparmiare andate al discount, cercate lo sconto o vi accontentate di un prodotto più scadente, ma gratis nessuno vi darà nulla.
E se io andassi in edicola a comprare Meridiani, e dicessi all’edicolante che non la pago i € 6,40 della copia perché l’editore non mi ha pagato la foto, come pensate che mi risponderebbe.

Gli editori si servono dei Service esterni, loro caporali, utilizzati per risparmiare sui costi fissi di una redazione, strangolati da budget risicati a fronte dell’obbligo di restituire prodotti di qualità, al quale questi, cercano di rispondere facendo le nozze con i fichi secchi; per cercare di guadagnare quanto più è possibile, sottopagano i propri collaboratori e truffano gli autori non pagando il diritto d’autore, il diritto a lavorare e vivere della propria opera.
Non siamo qui a discutere se il costo di una fotografia sia o debba essere alto o basso, ma che sia.

Come gli editori hanno il diritto a guadagnare per continuare a pubblicare, anche gli autori hanno analogo diritto per fornire il proprio servizio di qualità professionale, anche con un valore aggiunto derivante dal fatto che, senza di essi, neanche gli editori possono esistere.

Questo è il testo della lettera inviata oggi dal Segretario Nazionale del Sindacato Creativi alla FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali

Informazioni su Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli

Nasco a Roma nel 1957, m° Fotografo Documentarista Geografico dal 1977, oggi Documentarista Geografico Crossmediale, Viaggiando e Lavorando in Remoto narro con uso dei Diari di Viaggio dei Viaggiatori del Grand Tour dall'ottocento ad oggi, racconto i luoghi dell'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso, raccontando con testi, mappe, video e podcast grazie al computer ed internet

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