A Roma il Comune vieta di aprire gallerie d’arte a causa di una delibera folle

Una delibera datata aprile 2018 impedisce l’apertura nel centro della città di gallerie d’arte ponendo paletti invalicabili. La norma è figlia di una delle tante mentalità malate che sta uccidendo giorno dopo giorno la capitale d’Italiana.

Aggiungiamo noi, permette di aprire attività commerciali, paninerie, cineserie e quant’altro, che sono un pugno in un occhio, stonate come sono nell’ambito delle strade costeggiate da edifici storici. Una politica becera ed ignorante, ha già fatto chiudere le librerie storiche, ora passa all’arte.

Pare surreale, ma è tutto vero. Ed è vero ormai da un anno. Nella città che non riesce a vietare le bancarelle che disturbano aree storiche, monumenti e strade dello shopping, nella città che non riesce a togliersi di mezzo venditori di souvenir e camion bar piazzati perfino davanti ai Musei Vaticani, si vieta di fatto l’apertura delle gallerie d’arte in tutta l’area centrale.

LA DELIBERA 48/2018
Questo è successo a seguito dell’approvazione della Delibera 48 del 2018 da parte del Consiglio Comunale di Roma all’epoca presieduto da Marcello De Vito, da mesi in galera. Si tratta del “Regolamento per l’esercizio delle attività commerciali e artigianali nella Città Storica”, ovvero nella parte più pregiata della città di Roma: Primo Municipio e altre aree circostanti, qualcosa di decisamente più grande del solo centro storico della Capitale. In tutto questo territorio è di fatto impossibile aprire una nuova galleria d’arte benché l’attività sia annoverata da tra quelle tutelate. Tutelate sì, ma molto vincolate da paletti semplicemente surreali. Chi volesse provare ad aprire una nuova galleria dovrebbe essere presente con questa attività nelle liste della Camera di Commercio da almeno 3 anni e dovrebbe disporre di uno spazio commerciale almeno di 150 mq. Un combinato disposto che elimina tutti i nuovi del mestiere, impedisce il ricambio e uccide definitivamente qualsiasi velleità da parte di giovani galleristi di ricerca. (continua a leggere su artribune)

Informazioni su Giuseppe Cocco Borzone de Signorio Sabelli

Nasco a Roma nel 1957, m° Fotografo Documentarista Geografico dal 1977, oggi Documentarista Geografico Crossmediale, Viaggiando e Lavorando in Remoto narro con uso dei Diari di Viaggio dei Viaggiatori del Grand Tour dall'ottocento ad oggi, racconto i luoghi dell'Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso, raccontando con testi, mappe, video e podcast grazie al computer ed internet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...